Dal 14 aprile 2026 entrano in vigore nuove istruzioni operative sulla gestione del FIR (Formulario di Identificazione dei Rifiuti) nell’ambito del RENTRI.
Il chiarimento fornito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica riguarda un aspetto centrale: produttori e detentori possono scegliere se utilizzare il FIR in modalità digitale o cartacea, ma questa scelta non è libera come potrebbe sembrare.
Si tratta di un passaggio operativo delicato nella transizione verso la digitalizzazione completa della tracciabilità dei rifiuti, che richiede un’attenta gestione da parte delle imprese per evitare errori, blocchi operativi e possibili sanzioni.
Contenuti
FIR e RENTRI: cosa cambia dal 14 aprile 2026
Con l’introduzione del RENTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti ha avviato un percorso strutturato di digitalizzazione che coinvolge progressivamente tutti gli operatori della filiera.
A partire dal 14 aprile 2026 viene introdotta una fase operativa intermedia: le imprese possono utilizzare il FIR digitale tramite RENTRI oppure continuare, temporaneamente, con il formulario cartaceo.
Da questa data cessano le modalità operative di sicurezza previste dal D.D. n. 25/2026 per la gestione delle criticità tecniche legate all’indisponibilità temporanea del sistema RENTRI. Di conseguenza, non sono più applicabili le procedure di sicurezza previste dall’Allegato 1 del D.D. (come il ricorso al cartaceo per indisponibilità del sistema), e la gestione del FIR entra in regime ordinario.
Tuttavia, resta in vigore il periodo transitorio fino al 15 settembre 2026, durante il quale il formulario può ancora essere emesso sia in formato digitale sia cartaceo, a scelta del produttore/detentore.
Questa apparente libertà operativa va però letta correttamente. Il vero cambiamento non riguarda tanto la possibilità di scegliere tra digitale e cartaceo, quanto le modalità con cui questa scelta deve essere applicata lungo tutta la filiera.
Obbligo di coerenza: una sola modalità per ogni trasporto
La regola più rilevante introdotta dal Ministero è quella della coerenza operativa.
Per ogni singolo trasporto di rifiuti, tutti i soggetti coinvolti devono utilizzare la stessa modalità di FIR. Questo implica che produttore o detentore, trasportatore e destinatario devono operare tutti in digitale oppure tutti in cartaceo.
Non è quindi possibile gestire un trasporto con modalità miste. La scelta deve essere definita prima dell’avvio e condivisa tra tutte le parti coinvolte.
Questo vincolo introduce un elemento nuovo e critico: il coordinamento tra operatori diventa parte integrante della gestione del rifiuto.
FIR digitale: funzionamento operativo
Quando si opta per il FIR digitale, l’intero processo viene gestito attraverso il RENTRI.
Il formulario viene emesso direttamente tramite la piattaforma e tutte le fasi del trasporto sono tracciate in modo digitale. I soggetti coinvolti devono utilizzare strumenti di firma elettronica e rispettare le tempistiche previste per la trasmissione dei dati, che devono avvenire entro dieci giorni lavorativi dalla movimentazione.
Questa modalità rappresenta il modello verso cui il sistema è destinato, in quanto consente una gestione più strutturata e controllabile della tracciabilità.
FIR cartaceo: una soluzione ancora ammessa ma residuale
Il FIR cartaceo continua ad essere utilizzabile anche dopo il 14 aprile 2026, ma con caratteristiche profondamente diverse rispetto al passato.
Il cartaceo non rappresenta più una modalità alternativa autonoma, ma una variante operativa subordinata al sistema digitale. Il formulario deve infatti essere vidimato digitalmente prima dell’utilizzo e resta pienamente inserito nelle logiche del RENTRI, anche quando viene compilato su supporto cartaceo.
In questo senso, il cartaceo rappresenta una soluzione transitoria, utile per accompagnare le imprese nel passaggio al digitale, ma già vincolata a requisiti tecnici e procedurali che ne limitano l’autonomia rispetto al sistema digitale.
È inoltre importante considerare che questa possibilità è destinata a esaurirsi nel breve periodo. A partire dal 16 settembre 2026, infatti, è previsto il passaggio all’utilizzo esclusivo del FIR digitale per i soggetti obbligati al RENTRI, completando il processo di digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti.
Tempistiche normative del FIR digitale: il rinvio dell’obbligo
Per comprendere correttamente questa fase è necessario considerare anche l’evoluzione delle tempistiche normative.
In origine, l’obbligo di utilizzo esclusivo del FIR digitale era previsto a partire dal 13 febbraio 2026. Successivamente, il legislatore ha disposto un rinvio, spostando l’entrata in vigore al 15 settembre 2026, con operatività effettiva dal 16 settembre 2026.
La fase introdotta dal 14 aprile 2026 si inserisce quindi in questo periodo transitorio e ha lo scopo di consentire un passaggio graduale al nuovo sistema, riducendo il rischio di criticità operative.
La scelta di mantenere una doppia modalità operativa risponde a esigenze pratiche ben precise.
Molte imprese, in particolare quelle meno strutturate, necessitano di tempo per adeguare processi e strumenti. Allo stesso modo, trasportatori e impianti devono allineare i propri sistemi gestionali e formare il personale.
Questa fase consente anche di gestire eventuali criticità tecniche legate alla piattaforma RENTRI, evitando interruzioni nella gestione dei rifiuti.
Errori operativi da evitare
Dal punto di vista operativo, i rischi principali derivano da una gestione non coordinata del trasporto.
Uno degli errori più frequenti è non definire in anticipo la modalità di gestione del FIR, oppure non verificare che tutti i soggetti coinvolti siano in grado di operare nello stesso modo. Anche una gestione non corretta della vidimazione digitale nel caso del cartaceo può generare irregolarità formali.
A questi si aggiungono errori legati alla mancanza di verifica preventiva dei flussi informativi tra produttore, trasportatore e destinatario. In un sistema sempre più integrato, la tracciabilità dipende dalla coerenza dei dati lungo tutta la filiera.
Si tratta di criticità che possono compromettere la corretta gestione del rifiuto e determinare non conformità rilevanti.
Impatti per le aziende: un cambiamento organizzativo
Le nuove istruzioni non incidono solo sugli adempimenti formali, ma richiedono un adeguamento organizzativo concreto.
Le imprese devono strutturare procedure interne chiare, ridefinire i flussi operativi e garantire un coordinamento costante con trasportatori e impianti di destinazione. Diventa inoltre necessario formare il personale coinvolto e verificare che i sistemi gestionali siano allineati alle nuove modalità operative.
La gestione del FIR non può più essere considerata un’attività isolata, ma deve essere integrata all’interno dei processi aziendali, con responsabilità distribuite e controlli puntuali.
Il cambiamento riguarda quindi l’intero sistema organizzativo legato alla gestione dei rifiuti, non solo la compilazione del formulario.
Verso il FIR completamente digitale
Nonostante la fase attuale consenta ancora una doppia modalità operativa, la direzione normativa è ormai definita.
Il sistema è orientato verso un modello interamente digitale, che prevede l’eliminazione del cartaceo, l’utilizzo esclusivo del FIR digitale e una piena integrazione con il RENTRI.
In questa prospettiva, il periodo avviato ad aprile rappresenta una fase di adeguamento che le aziende devono sfruttare per strutturare processi solidi e ridurre i margini di errore.
Diventa quindi essenziale adottare un approccio proattivo: definire in anticipo le modalità operative, verificare l’allineamento della filiera e consolidare procedure interne coerenti con il modello digitale a regime.
Supporto operativo RENTRI per le imprese
In un contesto così articolato, molte aziende scelgono di affidarsi a un supporto specialistico per gestire correttamente la transizione.
Un affiancamento operativo consente di configurare il RENTRI, gestire i formulari e i registri, formare il personale e verificare la conformità delle procedure, riducendo il rischio di criticità.
Hai dubbi sulla gestione del FIR digitale?
La corretta scelta tra modalità digitale e cartacea e il coordinamento con trasportatori e destinatari sono oggi aspetti centrali per evitare errori operativi e non conformità.
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