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RENTRI e geolocalizzazione trasporti rifiuti: nuove regole dell’Albo Gestori Ambientali

Sistema di geolocalizzazione per trasporto rifiuti pericolosi con camion, mappa digitale e tracciabilità dei percorsi

Il processo di digitalizzazione della gestione dei rifiuti sta entrando in una fase sempre più operativa. Dopo l’introduzione del RENTRI, l’attenzione si sposta ora su un altro elemento chiave: la tracciabilità fisica dei trasporti.

In questo contesto si inseriscono le nuove disposizioni dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali sulla geolocalizzazione dei mezzi che trasportano rifiuti speciali pericolosi.

Non si tratta solo di un aggiornamento tecnico, ma di un cambiamento che incide direttamente sull’operatività delle imprese e sulla loro capacità di restare conformi nel tempo.

Contenuti

Geolocalizzazione mezzi categoria 5: cosa cambia con il Milleproroghe 2026

Il punto centrale riguarda la scadenza entro cui adeguarsi.

Con la Legge 26/2026 è stato differito al 30 giugno 2026 il termine a partire dal quale la presenza dei sistemi di geolocalizzazione diventa requisito di idoneità tecnica per l’iscrizione in categoria 5.

Questo significa che l’obbligo non viene eliminato, ma semplicemente posticipato. Dal punto di vista operativo, le imprese hanno più tempo per adeguarsi, ma la direzione resta chiara: la tracciabilità dei trasporti sarà sempre più stringente.

L’Albo ha recepito questa modifica attraverso la Deliberazione n. 1 del 24 marzo 2026 e la Circolare n. 2 del 27 marzo 2026, entrambe entrate in vigore il 2 aprile 2026 e sostitutive della precedente disciplina.

A chi si applicano le nuove regole

Le nuove disposizioni riguardano gli autoveicoli iscritti in categoria 5, cioè quelli utilizzati per il trasporto di rifiuti speciali pericolosi. È importante chiarire che il requisito non è generico sull’azienda, ma riguarda in modo diretto i singoli mezzi autorizzati.

Questo aspetto ha un impatto operativo significativo, perché obbliga le imprese a verificare puntualmente la conformità del proprio parco veicolare.

Cosa devono fare le imprese entro il 30 giugno 2026

Entro la scadenza fissata, le aziende devono assicurarsi che i mezzi destinati al trasporto di rifiuti pericolosi siano dotati di sistemi di geolocalizzazione conformi a quanto richiesto dall’Albo e devono procedere con la relativa attestazione tramite istanza telematica.

L’adempimento non si esaurisce quindi nell’installazione del dispositivo, ma è necessario completare correttamente l’iter amministrativo previsto dall’Albo. Questo passaggio rappresenta il momento in cui il requisito viene verificato e reso ufficiale.

Cosa succede dal 1° luglio 2026

Dal giorno successivo alla scadenza, il quadro cambia in modo netto.

Le Sezioni regionali e provinciali dell’Albo procederanno alla cancellazione d’ufficio, limitatamente alla categoria 5, degli autoveicoli che non risulteranno adeguati. Questo può avere un impatto immediato sull’attività aziendale, perché impedisce l’utilizzo dei mezzi in quanto non più autorizzati al trasporto di rifiuti pericolosi.

Se la cancellazione dei mezzi comporta la perdita dei requisiti minimi per mantenere l’iscrizione, può essere avviato anche un procedimento disciplinare secondo quanto previsto dal D.M. 120/2014.

Mezzi già cancellati: possibilità di recupero

Le nuove disposizioni introducono anche un elemento di flessibilità per le imprese che avevano già subito la cancellazione dei mezzi secondo la precedente normativa.

È infatti possibile procedere alla reiscrizione tramite istanza telematica, ma resta fermo un punto fondamentale: anche in questo caso il requisito della geolocalizzazione deve essere attestato entro il 30 giugno 2026.

Perché viene introdotta la geolocalizzazione dei mezzi

L’introduzione di questi sistemi non è casuale, ma risponde a esigenze precise.

Negli ultimi anni il legislatore ha rafforzato i controlli sulla gestione dei rifiuti, in particolare per contrastare irregolarità e traffici illeciti. La geolocalizzazione è finalizzata ad aumentare la tracciabilità e il controllo lungo la filiera del trasporto.

In questo senso, rappresenta un passaggio coerente con l’evoluzione normativa che ha portato alla nascita del RENTRI.

Geolocalizzazione e RENTRI: un sistema sempre più integrato

Le nuove regole sulla geolocalizzazione dei mezzi che trasportano rifiuti pericolosi confermano la direzione intrapresa dal sistema: una gestione dei rifiuti sempre più tracciabile, digitale e controllata.

Il RENTRI ha già introdotto una gestione strutturata basata su registri digitali e trasmissione periodica dei dati. In questo scenario, la geolocalizzazione rappresenta un ulteriore livello di controllo lungo la filiera del trasporto.

Non è quindi un adempimento isolato, ma parte di un sistema che richiede coerenza tra strumenti, procedure e responsabilità operative.

Per approfondire: Geolocalizzazione RENTRI: cos’è, come funziona e cosa devono fare le imprese

Come organizzarsi senza arrivare impreparati

Il termine del 30 giugno 2026 rappresenta una scadenza concreta che le imprese devono gestire con attenzione per evitare ripercussioni sulla propria operatività.

Dal punto di vista pratico, l’adeguamento non deve essere improvvisato.

Le aziende dovrebbero partire da un’analisi del proprio parco mezzi, verificando quali veicoli sono iscritti in categoria 5 e quali sono effettivamente utilizzati per il trasporto di rifiuti pericolosi.

Successivamente è necessario individuare sistemi di geolocalizzazione adeguati e pianificare l’installazione, tenendo conto anche degli aspetti organizzativi interni. In molte realtà, infatti, la gestione di questi adempimenti coinvolge più figure, tra cui responsabili ambientali, amministrazione e consulenti esterni.

Infine, è fondamentale gestire correttamente l’istanza telematica, che rappresenta il passaggio formale di attestazione.

Per comprendere meglio l’impatto operativo, è utile considerare alcune situazioni ricorrenti nella gestione aziendale.

Un’azienda con pochi mezzi deve comunque verificare la conformità di ciascun veicolo e gestire l’istanza entro la scadenza. Una realtà che opera nel trasporto conto terzi deve invece coordinare più mezzi e garantire uniformità di gestione.

Nel caso di mezzi già cancellati, è necessario attivarsi rapidamente per la reiscrizione e per l’adeguamento ai nuovi requisiti.

Gli errori più frequenti

In questa fase molte imprese tendono a sottovalutare l’impatto della norma. Gli errori più comuni sono pochi ma ricorrenti:

  • considerare il rinvio come una sospensione dell’obbligo
  • rimandare ogni valutazione tecnica
  • non verificare la situazione dei singoli mezzi
  • sottovalutare le conseguenze della cancellazione d’ufficio

Se la tua azienda è iscritta in categoria 5 e vuoi verificare come adeguarti correttamente alle nuove regole sulla geolocalizzazione dei mezzi, contattaci per un supporto operativo dedicato.

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Monaco Consulenze affianca le aziende nell’adeguamento al RENTRI e nella gestione operativa dei rifiuti, supportando sia gli aspetti normativi sia quelli organizzativi.

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