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Geolocalizzazione RENTRI: cos’è, come funziona e cosa devono fare le imprese

Geolocalizzazione RENTRI

Con l’avvio del  RENTRI, il sistema nazionale di tracciabilità digitale dei rifiuti, cambiano in modo significativo gli obblighi per le imprese che operano nel trasporto di rifiuti pericolosi. Tra le novità più rilevanti rientra l’obbligo di  geolocalizzazione dei veicoli  iscritti in categoria 5 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, introdotto per garantire maggiore controllo e trasparenza lungo tutta la filiera.

La geolocalizzazione RENTRI non è un adempimento isolato, ma si inserisce in un processo più ampio di digitalizzazione che coinvolge formulari, registri e controlli. Comprendere chi è obbligato, come funziona il sistema e quali sono le scadenze è fondamentale per evitare sanzioni e problemi operativi.

Contenuti

Che cos’è la geolocalizzazione RENTRI

La geolocalizzazione RENTRI è il sistema che permette di tracciare in tempo reale i movimenti dei mezzi adibiti al trasporto di rifiuti speciali pericolosi. Si tratta di un requisito stabilito dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59, in particolare dall’articolo 16, che inserisce tra gli obblighi per le imprese iscritte alla  categoria 5 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali (ANGA)  l’adozione di dispositivi di localizzazione satellitare (GPS) installati sui veicoli.

Secondo la normativa, le imprese devono garantire che sugli automezzi siano presenti  sistemi di geolocalizzazione  basati sulle tecnologie disponibili sul mercato, certificando la conformità attraverso il portale ufficiale dell’Albo (AGEST).

Chi è obbligato e quando entra in vigore l’obbligo di geolocalizzazione RENTRI

L’obbligo di geolocalizzazione per le  imprese iscritte alla categoria 5 dell’ANGA  decorre  dal 1 luglio 2025  e dovrà essere rispettato  entro il 31 dicembre 2025. Entro questa data, le aziende dovranno attestare  tramite autodichiarazione sul portale AGEST  l’installazione dei sistemi di geolocalizzazione sui veicoli utilizzati per il trasporto di rifiuti speciali pericolosi.

L’autodichiarazione dovrà riportare i dettagli specifici dei mezzi, inclusi  numero di targa e numero di telaio, poiché questi dati costituiranno un  requisito fondamentale di idoneità tecnica  per poter mantenere o ottenere l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Le imprese già iscritte in categoria 5, o che si trovano in fase di iscrizione alla data del 19 dicembre 2024, dovranno rispettare questa scadenza per evitare l’avvio di procedimenti disciplinari da parte dell’Albo.

Proroghe e regime transitorio: cosa cambia fino al 15 settembre 2026

Nel corso dell’iter di conversione del Decreto Milleproroghe sono stati approvati emendamenti che prevedono:

  • la  proroga dell’utilizzo del FIR cartaceo fino al 15 settembre 2026  in alternativa al formulario digitale;
  • la  sospensione delle sanzioni  relative alla mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nel FIR digitale fino alla medesima data.
 

Questo aspetto incide indirettamente anche sull’operatività della geolocalizzazione, in quanto il sistema GPS è strettamente connesso alla tracciabilità digitale del trasporto.

È importante precisare che la disciplina primaria resta quella prevista dal  D.M. 4 aprile 2023 n. 59, ma in questa fase transitoria le imprese devono monitorare attentamente l’evoluzione normativa e verificare l’effettiva entrata in vigore delle proroghe a seguito della pubblicazione definitiva del provvedimento.

Dal punto di vista operativo, ciò significa che fino alla piena efficacia del sistema digitale, il trasporto può ancora avvenire con FIR cartaceo, ferma restando la necessità di adeguarsi progressivamente agli obblighi tecnologici previsti dal RENTRI.

Soggetti esclusi dall’obbligo

Sono esclusi dall’obbligo di installare sistemi di geolocalizzazione i  motoveicoli  e gli  autoveicoli  iscritti nella categoria 5 dell’Albo, se  autorizzati al trasporto esclusivo di rifiuti non pericolosi.

Inoltre, risultano esonerati anche i soggetti iscritti alla categoria 2-bis dell’Albo che trasportano i propri rifiuti pericolosi in conto proprio, nei limiti di 30 kg o 30 litri al giorno.

Come funziona tecnicamente la geolocalizzazione RENTRI

Il sistema di geolocalizzazione previsto dal RENTRI si basa su dispositivi GPS installati a bordo dei mezzi che trasportano rifiuti speciali pericolosi. Questi dispositivi devono garantire la  tracciabilità completa del percorso, registrando:

  • la posizione geografica in tempo reale,
  • gli orari di partenza e arrivo nei punti di carico e scarico,
  • una sequenza dettagliata di punti di posizione (coordinate geografiche) raccolti a intervalli regolari, così da ricostruire fedelmente il tragitto effettuato.
 

Per garantire un’identificazione univoca, il sistema deve essere associato alla targa e al numero di telaio del veicolo. I dati rilevati devono poter essere esportati in  formati standard comunemente utilizzati  e resi visibili tramite strumenti informatici messi a disposizione dall’operatore, come specificato nel decreto direttoriale n. 253 del 12 dicembre 2024.

Un elemento chiave riguarda le modalità operative e i dettagli pratici, chiariti nella Circolare n. 2 del 22 maggio 2025 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali. La circolare stabilisce i requisiti minimi che i dispositivi devono rispettare, le caratteristiche per l’interoperabilità con i sistemi aziendali, e le indicazioni pratiche su come associare i percorsi tracciati ai FIR (formulari identificazione rifiuti) digitali. Inoltre, anticipa che le modalità definitive di trasmissione dei dati al RENTRI e le tempistiche di archiviazione saranno definite in un successivo decreto.

Un aspetto importante: le informazioni sui percorsi tracciati dovranno essere rese disponibili a partire dal  13 febbraio 2027, data a partire dalla quale i controlli sulla piena tracciabilità entreranno in vigore.

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Obblighi per le imprese e i trasportatori

Le imprese e i trasportatori iscritti alla categoria 5 dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali hanno l’obbligo di installare dispositivi di geolocalizzazione certificati sui veicoli destinati al trasporto di rifiuti speciali pericolosi. Oltre all’installazione, devono garantire la trasmissione corretta dei dati al RENTRI, utilizzando i canali previsti dalla normativa.

Un ulteriore passaggio fondamentale riguarda l’aggiornamento delle informazioni sull’Albo tramite il portale AGEST, presentando l’autodichiarazione che comprende i dettagli identificativi dei mezzi, come la targa e il numero di telaio (come previsto dalla Deliberazione n. 3 del 19 dicembre 2024). 

Infine, è indispensabile che le imprese adeguino le proprie procedure interne e formino adeguatamente il personale responsabile, così da assicurare la piena conformità ai requisiti normativi e operativi.

Le sanzioni per mancato adeguamento

Non rispettare gli obblighi previsti dalla normativa comporta rischi seri per le imprese. Le sanzioni amministrative possono arrivare  fino a 30.000 euro, ma non si tratta solo di un aspetto economico:  la mancanza di idoneità tecnica può portare alla sospensione o addirittura alla cancellazione dall’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Inoltre, per le aziende che non presentano l’autodichiarazione entro il termine del 31 dicembre 2025, è previsto l’avvio di procedimenti disciplinari.

Oltre a queste conseguenze legali, le imprese rischiano anche sul piano reputazionale e operativo, con possibili ricadute negative sulla continuità del servizio e sulle relazioni con clienti e partner.

Quali vantaggi per le imprese

Adeguarsi all’obbligo di geolocalizzazione non è solo un dovere normativo, ma rappresenta anche un’opportunità concreta per le imprese. Migliora infatti la trasparenza e la sicurezza nella gestione dei trasporti, garantendo un controllo più preciso su ogni fase del processo. Inoltre, consente di ottimizzare i percorsi e ridurre i costi logistici, grazie a una pianificazione più efficiente delle tratte. Infine, rafforza la compliance ambientale, riducendo in modo significativo il rischio di errori o contestazioni durante le attività di trasporto e gestione dei rifiuti.

Come prepararsi all’obbligo di geolocalizzazione

Adeguarsi agli obblighi imposti dal RENTRI richiede una  pianificazione  attenta e l’adozione di azioni concrete per evitare rischi e sanzioni. Le imprese devono muoversi in modo organizzato, seguendo alcuni passaggi fondamentali per garantire la piena conformità:

  1. Verifica la posizione normativa della tua azienda rispetto all’obbligo.
  2. Scegli fornitori tecnologici affidabili, in grado di garantire sistemi compatibili.
  3. Aggiorna l’Albo attraverso AGEST, includendo le autodichiarazioni richieste.
  4. Forma il personale per l’utilizzo dei dispositivi e la gestione dei dati.
  5. Monitora costantemente i dati trasmessi per prevenire irregolarità. 

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